Uccide la ex incinta e il figlio in grembo studente arrestato all’uscita da scuola

Uccide la ex incinta e il figlio in grembostudente arrestato all’uscita da scuola L’omicidio risale a domenica 19 marzo. La ragazza era scomparsa. Il corpo della ragazza, massacrata a sassate e poi strangolata, nascosto sotto cumuli di foglie vicino a un fossato VITTORIO VENETO (TREVISO) VITTORIO VENETO Nel buio della notte si sono ritrovati l?, in quella radura che probabilmente tante volte aveva protetto il loro giovane amore. Ma domenica sera, tra i vigneti illuminati dalla luna, Mihail e Irina, moldavi da tempo in Italia, non si sono scambiati abbracci o coccole da fidanzati. Solo parole dure, minacce. E poi, in un crescendo di follia, una mano maschia e violenta ha soffocato due vite: quella di una ragazza diventata scomoda e del figlio che portava in grembo. Mihail si ? accanito su di lei con odio, sfondandole il cranio con un masso e strangolandola per finirla. Subito dopo, come fosse un rifiuto da buttare, l’ha trascinata in fondo a un boschetto coprendola di foglie. E l’ha lasciata l?, tornando a vivere la sua vita di giovane studente, tra gli impegni di scuola, Facebook e le uscite con gli amici. Mihail Savciuc, studente diciannovenne di Godega Sant’Urbano, ha agito da killer spietato mettendo cos? fine alla vita della sua ex Irina Bacal, 20 anni, di Conegliano, e del bimbo che lei aspettava da circa 6 mesi. Suo figlio. Proprio quel bambino ? il movente di un delitto che gli investigatori hanno definito ?di crudelt? efferata ?. Perch? a 19 anni e con una nuova storia d’amore, lui quel bambino non lo voleva e non voleva neppure che lei lo partorisse. E’ l’ennesimo femminicidio quello che si ? consumato domenica 19 marzo, in una zona isolata tra i vigneti che ricamano le colline di via Manzana a Formeniga, borgo di Vittorio Veneto Commesso da un ragazzo che messo di fronte alle responsabilit? della vita diventa un assassino. Eliminando la fidanzatina che in un passato recente diceva di amare con foto e cuoricini postati su Facebook. Lo ha fatto durante una discussione, l’ennesima, su quel bambino in arrivo. Lo ha confessato lui stesso, mercoled? notte, agli investigatori del commissariato di Conegliano che da ore lo stavano interrogando. Poi, freddo e distaccato, li ha accompagnati a Manzana e ha mostrato loro la tomba di foglie e rami dove aveva nascosto Irina. Ora ? in stato di fermo nel carcere di Santa Bona in attesa dell’interrogatorio di convalida che si terr? questa mattina. Si erano lasciati a settembre Irina e Mihail. Lui si era fidanzato con un’altra. Lei, che viveva da sola a Conegliano e si guadagnava da vivere lavorando come cameriera si era scoperta incinta e aveva provato a riannodare i fili di quella relazione. Perch? lo amava e perch? voleva far nascere quel bambino. Lui no. Fin da subito le aveva chiesto di abortire. L’aveva convinta, cos? credeva, ma lei ci aveva ripensato e stava portando avanti la gravidanza di nascosto. Neppure sua madre lo sapeva. Il pancione cominciava a vedersi e anche per questo lei e Mihail si erano dati appuntamento domenica per quello che doveva essere un incontro chiarificatore. Con l’auto di lui sono andati a Formeniga, in quel posto che gi? conoscevano, rifugio dei loro incontri d’amore quando stavano insieme. Sono scesi dall’auto e hanno iniziato a litigare. Lei ferma nella sua intenzione di tenere il bambino, lui determinato a farla abortire. Poi l’epilogo, improvviso e imprevedibile per Irina, con lui che afferra un grosso masso e la colpisce alla testa e al volto: ?Colpi cos? violenti da sfondarle il cranio e la mandibola ? ha spiegato il dirigente della squadra mobile Claudio Di Paola. Lei si ? accasciata a terra, ma era ancora viva. E allora l’ha strangolata fino a quando quella ragazzina minuta col suo timido pancione ha smesso di opporre resistenza. Subito dopo, con freddezza, l’ha trascinata per una quindicina di metri, dentro un boschetto. Le ha tolto i gioielli che portava, una collanina con un ciondolo e degli orecchini, le ha preso il telefono e ne ha nascosto il cadavere sotto un tappeto di foglie, rami e rovi. Poi ? tornato alla sua vita. Le lezioni a scuola, all’istituto Ipsia Pittoni a Conegliano. Le uscite con gli amici e i post su Facebook. Tutto normale fino a luned? sera, quando ha commesso l’errore fatale. E’ andato in un Compro Oro di Conegliano a rivendere i gioielli della ragazza che aveva ammazzato. Ne ha ricavato qualche decina di euro che, secondo fonti Ansa, avrebbe poi giocato al videopoker. E mentre lui viveva come se Irina e quel figlio indesiderato non fossero mai esistiti, la madre della giovane, disperata, dopo due giorni di silenzio della figlia, ? andata in commissariato a Conegliano a denunciarne la scomparsa. Marted? mattina sono iniziate le ricerche, sulla base della descrizione minuziosa fornita dalla mamma che aveva parlato anche dei monili indossati dalla ventenne. Cos? ? arrivata l’intuizione degli investigatori di controllare i Compro Oro dove sono stati trovati i gioielli e il nome di chi li aveva venduti. Mihail ? stato fermato in tarda mattinata a Conegliano, mentre usciva da scuola. Ha confessato solo a tarda notte: ?Senza mostrare un minimo segno di pentimento e di piet? dicono gli inquirenti. Milvana Citter

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *